Storia del Nido

Falco Pellegrino a Milano

Il falco pellegrino è un animale iconico e da sempre ammirato dall’uomo. La scienza lo ha chiamato pellegrino perché già nei secoli passati si sono osservati i suoi spostamenti e le sue comparse in luoghi disparati ed inaspettati. Un viator della natura, un essere superspecializzato nella caccia al volo e nelle acrobazie più ardite.

  • Ha un’apertura alare cha varia da 80 a 120 cm ed è uno degli uccelli più veloci al mondo che in picchiata riesce a raggiungere velocità che sfiorano i 320 km orari.
  • Fotografia di Paolo Taranto

Ritrovamento nel 2014 del sito di nidificazione

I falchi pellegrini frequentano Milano da alcuni anni, ma è solo nel maggio del 2014 che si ha la prova certa della loro nidificazione, quando due pulcini vengono casualmente ritrovati durante dei lavori di manutenzione al piano dei servizio tecnici, nel sottotetto del Grattacielo Pirelli.

I due pulli (termine con cui si definiscono i pulcini dei rapaci) sono nascosti tra il motore di un condizionatore in disuso e una canalina con fili smangiucchiati, una location molto tecno e spartana, ma ben protetta dalle intemperie.

Il tecnico, artefice dalla scoperta, fotografa con il cellulare i due 'strani pulcini bianchi' e mostra la fotografia ad un amico falconiere che a sua volta contatta Patrizia Cimberio della Iaf (International Association for Falconry and Conservation of Birds of Prey).

Riconosciuto nell'immagine due pulli di falco pellegrino e l'unicità della loro nidificazione a 125 mt di altezza (la nidificazione urbana più alta di cui si ha evidenza), Patrizia Cimberio cerca un contatto in Regione Lombardia per rendere nota questa bella notizia. Dopo alcune telefonate, riesce ad entrare in contatto con la persona giusta: Guido Pinoli, naturalista in forza alla direzione regionale Agricoltura, che dopo qualche giorno sale sul sottotetto del Pirelli per verificare la crescita dei pulli e scattare qualche bella fotografia.

Qui i piccoli crescono rapidamente grazie alle continue e attente cure della femmina e dopo qualche settimana iniziano ad esercitarsi al volo, battendo le ali sulla sommità del condizionatore con la città di Milano all'orizzonte.

Ma imparare a destreggiarsi nel volo non è cosi semplice, neanche per il falco pellegrino, soprattutto quando ci si trova a 125 mt con il vuoto sotto e uno dei due pulli finisce in un cortile interno in via Ferrante Aporti, vicino alla stazione Centrale di Milano. Un impiegata degli uffici affacciati sul cortile nota il falco svolare all'interno del cortile, senza riuscire ad alzarsi in volo e dopo alcuni giorni telefona all’ENPA che lo cattura e quindi lo porta al Centro di Vanzago del WWF.

Giudo Pinoli, venuto a conoscenza di questo ritrovamento capisce subito che si tratta di uno dei due falchetti del grattacielo Pirelli e preso contatto con il centro WWF di Vanzago, organizza di riportarlo al suo nido. L'emozione è tanta e appena esce dalla scatola in cui era stato trasportato fino al nido, il piccolo pellegrino subito si posiziona sul motore del condizionatore e inizia a battere le ali.

Progetto nido artificiale e webcam

L'unicità di questo evento fa pensare da subito di rendere disponibile per l'anno successivo un nido più accogliente per la coppia di falchi del grattacielo e al poter seguire una successiva nidificazione con una telecamera collegata al web per poter offrire a tutti la possibilità di fruire della grande bellezza di questo spettacolo della natura.

Grazie allo staff di B&B (BRICHECO & BODANA), e alla disponibilità dei gestori del Palazzo Pirelli, Guido Pinoli e Patrizia Cimberio nel gennaio 2016 costruiscono e collocano nel grande spazio sotto al tetto, un accogliente nido.

La società SINAPTO (partner tecnologico del progetto) fornisce una webcam professionale ad alta risoluzione che viene installata e configurata da Federico Lauria. La webcam, collegata ad un NAS dedicato è impostata per salvare automaticamente le immagini video ogni qual volta viene identificato un movimento nel nido.

Purtroppo, nonostante le nostre aspettative, la nidificazione del 2015 non va a buon fine e nel 2016 la coppia di pellegrini sceglie un sito diverso di nidificazione, probabilmente nel palazzo in disuso di fronte al grattacielo Pirelli.

Passano mesi e i falchi sembrano scomparsi, ma a novembre e dicembre 2016 quando saliamo in cima al Pirelli per una verifica troviamo numerose spiumate di uccelli predati, nelle vicinanze del nido artificiale. Il Falco pellegrino è tornato.

Da questo momento le osservazioni effettuate tramite la webcam ci mostrano immagini sempre più frequenti della coppia di pellegrini.

Grazie ad una connessione internet a 1Gbit fornita da Fastweb, predisponiamo la fruizione online della webcam in tempo reale, con un'ottima qualità e fluidità delle immagini, sperando di poter offrire a breve lo spettacolo di questo evento insolito che segue i ritmi senza tempo della natura proprio a fianco della Stazione Centrale di Milano, dove ogni giorno migliaia di persone passano di corsa senza alzare lo sguardo al cielo.

Pirelli, un grattacielo ospitale

La webcam collocata presso al nido ci rivela da gennaio 2017, che il Grattacielo Pirelli è stabilmente ospitale per il Pellegrino, un high level loft che non è sfuggito al re dei Falchi durante uno dei suoi pellegrinaggi dell’aria.

La spiegazione di questa scelta sta nella preminenza dell’edificio nel paesaggio urbano milanese, e quindi nel suo essere una postazione di osservazione e di caccia. Ma anche nella struttura dell’edificio che alla sua sommità garantisce spazi di rifugio protetti adatti alla nidificazione, che nessun altro recente skyscraper milanese possiede. Pareti a specchio, assenza di nicchie e di luoghi riparati sono la cifra architettonica dei nuovi pinnacoli architettonici della downtown milanese, edifici però wildlife free, cioè inadatti alla nidificazione dei rapaci.

Il battesimo della coppia di falchi

La triangolazione spazio-temporale tra l’architettura del Pirelli e la scelta dei Falchi pellegrini, ispira la scelta del nome dei due protagonisti della nostra storia, che vengono battezzati Giò & Giulia, in onore di Giovanni Giò Ponti il progettista del Grattacielo Pirelli e di sua moglie Giulia Vimercati.