Palazzo Pirelli

Palazzo Pirelli


L'architettura è un cristallo… forme chiuse dove tutto si consuma nel rigore dei volumi e d'un pensiero
Gio Ponti

Affacciato su piazza Duca d’Aosta, piazzale della Stazione Centrale di Milano, svetta il Palazzo Pirelli: uno degli emblemi storici di grande pregio della capitale lombarda ed espressione del dinamismo della grande imprenditoria manifatturiera lombarda e della prima ondata di internazionalizzazione dell'economia italiana.

  • 127,10 metri d’altezza
  • 31 piani, per un totale di 710 scalini
  • 24.000 mq di superficie interna
  • 60.000 tonnellate di peso

Il Palazzo Pirelli

Il Grattacielo, progettato dell'architetto Gio Ponti nel 1950 e inaugurato nel 1960, esibisce un'architettura tanto imponente, 127 metri d’altezza, quanto leggera e razionale realizzata con vetro, alluminio e acciaio.

All’inizio fu edificato per la società di pneumatici Pirelli, ma dal 1978 è sede prestigiosa degli uffici di Regione Lombardia.
Il Grattacielo ha subito interventi di restauro a seguito del tragico incidente del 2002, quando un velivolo da turismo si schiantò contro la facciata all'altezza del ventiseiesimo piano.

Da Palazzo Pirelli a sede della Regione Lombardia

Nel 1978 il palazzo venne venduto a Regione Lombardia, che attualmente ne detiene la proprietà, e diventò la sede principale della Giunta regionale.

Le trattative furono condotte da Leopoldo Pirelli e da Cesare Golfari, l'allora Presidente della Regione. Nel Giugno 1978 l'approvazione della legge regionale diede mandato alla Giunta di procedere all'acquisto, e alla necessaria ristrutturazione.
Il costo dell'operazione fu di 52 miliardi di Lire: 43 per la torre e l'autorimessa, 6 miliardi e 20 milioni per l'IVA, 230 milioni per oneri e spese tecniche (contratto, perizie e quant’altro); infine un miliardo e 750 milioni per arredi e attrezzature.

Per adeguare l'edificio alle esigenze della nuova funzione furono eseguiti svariati lavori di ristrutturazione:
- la trasformazione del centro meccanografico nella nuova sala consiliare;
- la ristrutturazione dell'ingresso di rappresentanza, della presidenza e della vice presidenza;
- il rinnovamento degli uffici e dei servizi nonché un generale adeguamento dell' impiantistica sotto la supervisione dell'architetto Bob Noorda.

L'incidente e il restauro

Il 18 aprile 2002, alle 17.47 un aereo da turismo si schiantò contro il 26° piano del palazzo che ospitava la biblioteca e l'archivio dell'avvocatura.
Nel tremendo impatto morirono, oltre al pilota del velivolo, due dipendenti regionali: gli avvocati Annamaria Rapetti e Alessandra Santonocito.
Quel piano, in seguito alle esplosioni e al conseguente incendio, fu inondato dall'acqua degli impianti antincendio mettendo a dura prova la tenuta della soletta che si abbassò di circa 40 cm, ma non crollò.

Anche i piani inferiori subirono numerosi danni, ma la concezione "nerviana" propria dell'edifico garantì la complessiva tenuta della struttura portante.
Per l’opera di restauro venne istituito un gruppo di lavoro composto da storici, architetti, ingegneri ed esperti nelle specifiche materie per decidere i criteri d’intervento da adottare: si optò per un restauro conservativo, riprendendo le teorie di Giò Ponti per riportare il grattacielo alle originali aspirazioni.

Il restauro, affidato a Renato Sarno Group e Corvino Multari Architetti Associati con la collaborazione degli ingegneri Antonio Migliacci e Maurizio Acito, dell'arch. Adriano Crotti e del Prof. Giorgio Torraca, ebbero inizio nella primavera del 2003.

Forse non tutti sanno che la fase di ristrutturazione richiese:
- lo smontaggio e la rianodizzazione di tutti i serramenti in alluminio;
- il ripristino e il consolidamento dell'intero complesso di 12.080 mq di tesserine originali in ceramica 2x2cm e la sostituzione di circa 250.000 elementi;
- la reintegrazione dei pavimenti in linoleum secondo il disegno originale di Gio Ponti, detto "giallo operativo Ponti"
- la "bucherellatura" dei setti in calcestruzzo come da disegno originale.
Il 18 aprile 2004 il palazzo viene inaugurato e riaperto, del tutto rinnovato, l’auditorium sotterraneo intitolato a Giorgio Gaber.
Il 31 maggio 2005, terminati i lavori interni, il palazzo viene occupato nuovamente dagli uffici regionali.

Gli spazi significativi realizzati con l’opera di restauro sono:

Memoriale
Il 26° piano è stato lasciato vuoto nella parte centrale dedicata alla memoria delle due vittime del grave incidente.

Auditorium Giorgio Gaber
In disuso da più di vent'anni, l'Auditorium sotterraneo, composto da una grande sala della capacità di circa 350 posti è stato riaperto; completo delle necessarie dotazioni tecnologiche e logistiche è adeguato per congressi, esecuzioni musicali, spettacoli e proiezioni cinematografiche. Viene utilizzato per eventi istituzionali, ma può essere anche affittato a soggetti esterni.

Belvedere
L'ultimo piano del grattacielo, il 31°, è noto come il Belvedere per la particolare e suggestiva vista panoramica a 360 gradi su tutta la Lombardia.
Da qui si può godere della splendida vista del Monte Rosa, delle Grigne, delle Prealpi, ma anche di alcuni luoghi caratteristici di Milano: il Duomo, la Torre Velasca, San Siro, Linate e, ovviamente, la Stazione Centrale, tutti visibili da una prospettiva unica ed estremamente valorizzante.

Il piano è aperto al pubblico solo in occasione di alcuni particolari eventi come le grandi feste di Primavera (apertura per le Giornate del FAI), la Festa dei Nonni e, dallo scorso anno, quando ospita la Vertical Sprint.
A settembre 2008 parte altresì una nuova fase di ristrutturazione del Belvedere, grazie alla quale ospitare mostre temporanee ed altre iniziative particolari.

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Dove si trova il Palazzo Pirelli